Ong, nessun beneficio per il clima dai motori a gas

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Pubblicazione: 25 ottobre 2018

BRUXELLES - Il gas fossile utilizzato come combustibile per automobili e navi non presenta benefici climatici significativi rispetto ai derivati dal petrolio. E' quanto afferma uno studio dell'Ong Transport&Environment basato sugli studi più recenti sull'impatto ambientale dell'uso del gas naturale, compresso e liquido, come carburante per autotrazione.

Il biometano e il metano sintetico possono invece avere emissioni di gas serra significativamente inferiori, si legge nel rapporto, ma le materie prime sostenibili per produrre il biometano (rifiuti e residui) sono limitate e anche al massimo del potenziale questo carburante arriverebbe a coprire meno del 10% del fabbisogno dei trasporti.

L’ONG Transport & Environment (T&E), autrice del rapporto, ha dichiarato che i legislatori devono accettare la realtà che il gas fossile non può contribuire a rendere puliti i trasporti e dovrebbe iniziare a tassarlo con aliquote analoghe a quelle applicate al gasolio e alla benzina. Considerando gli effetti delle perdite di metano - un gas a forte effetto serra - i gas fossili potrebbero aumentare le emissioni di gas serra fino al 9% o ridurle al massimo del 12% a seconda del mezzo di trasporto utilizzato, affermano Transport & Environment – Greenpeace Italia – Cittadini per l’Aria. Nelle automobili, l'impatto in termini di gas ad effetto serra (GHG) del gas fossile compresso (GNC) è simile al diesel, mentre per i camion si avvicina a quello dei migliori diesel.

Nel trasporto marittimo, l'impatto del gas fossile liquefatto (GNL) è simile a quello del gasolio marino, ma queste cifre dipendono fortemente dalle fuoriuscite di metano nel motore e dalle perdite a monte della filiera.

Nell'UE, in media, il gas viene tassato il 76% meno del gasolio. Nei paesi con vendite significative di veicoli a GNC e GNL, il gas fossile beneficia di aliquote d'imposta ancora più basse. L'Italia consuma il 60% del metano utilizzato nei trasporti europei, rappresentando il 68% delle vendite di auto a metano, con un’accisa sul gas pari solo allo 0,5% di quella applicata al diesel. Se il GNL fosse tassato agli stessi livelli del gasolio, non ci sarebbero motivazioni economiche all’uso di camion a GNL.

Jori Sihvonen, responsabile carburanti puliti di T&E, dichiara: "Le auto, i camion e le navi a gas non portano benefici climatici e distraggono dall’obiettivo reale, il trasporto a zero emissioni. I governi devono resistere alle pressioni della lobby del gas, smettere di sprecare denaro pubblico prezioso per l’infrastruttura del gas e di concedere agevolazioni fiscali per il gas fossile". Le auto a gas - gas rinnovabile incluso - producono lo stesso inquinamento atmosferico delle auto a benzina e leggermente meno dei diesel che rispettano i nuovi limiti verificati in condizioni reali, afferma il rapporto. Nei camion, il GNL può aumentare i NOx, a seconda del tipo di motore, ed avere un numero di emissioni di particolato significativamente più elevato rispetto al diesel. Nel caso delle navi, il GNL presenta un netto vantaggio rispetto all'olio combustibile pesante, anche se i sistemi di post-trattamento dei NOx e di desolforazione dei carburanti navali attuali possono produrre risultati simili. T&E ritiene che le industrie automobilistiche, dei camion e del trasporto marittimo dovrebbero unire il passaggio alle tecnologie a basse emissioni di carbonio con quelle utili a ridurre l’inquinamento atmosferico.

Andrea Boraschi, responsabile campagna Trasporti di Greenpeace Italia commenta: "Il gas, nel settore trasporti, è un combustibile fossile non significativamente migliore di altri, in termini di emissioni di inquinanti locali e gas serra; purtroppo, a volte, mostra livelli di emissione analoghi o persino maggiori. Questo dato deve spingerci a una transizione rapida e diretta a veicoli a zero emissioni, elettrici e riforniti di energia rinnovabile. La tecnologia per compiere questo salto è matura e sempre più disponibile, spetta alla politica facilitarne la diffusione e la presa nel mercato".

Il biometano “fatto bene” ha emissioni ad effetto serra considerevolmente minori di quelle del gas fossile, ma la sua disponibilità alla scala europea è estremamente limitata, spiega il rapporto. I governi che ripongono le loro speranze di decarbonizzazione nel biometano da rifuti, devono essere consapevoli che al massimo può soddisfare solo il 9,5% della domanda totale europea di trasporto, questo limitando il suo utilizzo ad applicazioni dedicate. Inoltre - va tenuto presente- che tale gas rinnovabile rappresenta un prezioso mezzo di decarbonizzazione anche per altri settori all’interno dell’accordo di Parigi, come quello residenziale, energetico ed industriale che potrebbero rappresentare una migliore destinazione d’uso, in quanto un’estesa infrastruttura è già presente.

Veronica Aneris, esperta nazionale per l’Italia, commenta: “Il volume del gas rinnovabile realisticamente disponibile è troppo limitato per giustifcarne un supporto diffuso al livello della scala europea nei trasporti. Tuttavia il biogas sostenibile può giocare un ruolo nella decarbonizzazione del settore trasporti a seconda degli specifici contesti nazionali, qualora le giuste condizioni al contorno vengano messe in piedi. Il metano rinnovabile deve essere destinato a flotte dedicate di veicoli a biometano, affinchè un sistema di rifornimento sostenibile sia garantito a livello locale. Inoltre una valutazione generale che tenga conto anche delle necessità di decarbonizzazione di altri settori che usano il gas, è assolutamente necessaria perchè altrimenti stiamo solo spostando il problema altrove.”

Clima: Ngv Italia, studio Ong figlio di pregiudizi

Lo studio della Ong Transport&Environment secondo il quale il gas utilizzato come combustibile per i mezzi di trasporto non è meno inquinante rispetto ai derivati del petrolio "è figlio di un pregiudizio nei confronti del gas naturale per i trasporti ed è già stato confutato da numerose altre analisi indipendenti che invece confermano le caratteristiche di sostenibilità di questa fonte energetica e i suoi impatti ambientali significativamente minori rispetto ai combustibili derivati dal petrolio come diesel e benzina".

E' quanto si legge in una nota di Mariarosa Baroni, presidente di NGV Italia, associazione che dal 1996 rappresenta la filiera delle aziende della mobilità sostenibile a metano. Secondo Baroni, "è ampiamente noto che il ricorso al gas naturale per l'autotrazione riduce le emissioni di gas serra in modo significativo". Quindi "si tratta di un attacco infondato a una filiera molto importante per l'industria e l'occupazione in Europa, in un momento decisivo per il futuro della mobilità sostenibile nel nostro continente". Nella nota, Baroni sottolinea inoltre che "la normativa europea sulle emissioni di gas serra è fortemente sbilanciata verso i veicoli elettrici tanto che un veicolo elettrico alimentato con energia prodotta da combustione di carbone viene considerato ad emissioni zero, mentre un veicolo alimentato con biometano al 100% viene considerato altamente emissivo. Tale stortura è dovuta al fatto che la normativa non considera mai l'intera filiera di produzione dell'energia per stabilire le reali emissioni dei veicoli".