Sorpresa tedesca: più costi in bolletta per tagliare le emissioni

Sorpresa tedesca più costi in bolletta per tagliare le emissioni
Pubblicazione: 18 dicembre 2019
In Germania la tassa sulle emissioni di anidride carbonica passerà da 10 a 25 euro a tonnellata. L’accordo è stato raggiunto al Bundesrat dai rappresentanti dei sedici Länder che hanno dato l’ok al raddoppio dal 2021 dell’imposta prevista nel pacchetto presentato a settembre dal Governo di Grande Coalizione, molto criticato proprio perché timido. La nuova tassa si applicherà alle emissioni del sistema dei trasporti e del riscaldamento.

Mentre la Cop25 fallisce, Berlino va avanti
Non si fermerà a 25 euro il “premio” da pagare per l’utilizzo di fonti energetiche non pulite. Infatti nel giro di soli cinque anni, entro il 2025, la tassa salirà a 55 euro al posto dei 35 originariamente previsti. L’accordo sull’aumento, contestato dalle associazioni imprenditoriali che hanno denunciato il «drastico danno alla competitività dell’economia», chiude i negoziati e permette al Governo di Angela Merkel di condurre in porto il pacchetto sull’emergenza climatica rimasto finora incagliato in lunghe trattative per renderlo più efficace. L’intesa è stata raggiunta nelle stesse ore in cui a Madrid i delegati alla conferenza dell’Onu sul clima (Cop25) gettavano la spugna rinunciando a un’agenda prescrittiva che desse applicazione, dall’anno prossimo, agli obiettivi della Conferenza di Parigi. In questo modo la Germania porterà il costo dell’inquinamento poco al di sopra dei 24 euro a tonnellata stabiliti dallo schema europeo di scambio delle quote di emissione che permette di inquinare comprando permessi sul mercato Ets (Emissions trading system).

L’onda Verde dietro alla decisione
Sono stati i Governi degli Stati federali dominati da alleanze con i Verdi (10 su 16) a spingere sull’acceleratore delle tasse. Secondo alcune organizzazioni ecologiste, tuttavia, anche questo sforzo è insufficiente. «Per ridurre velocemente le emissioni di CO2 dobbiamo portare il prezzo dell’anidride carbonica a 80 euro» ha detto Martin Kaiser di Greenpeace Germany.

Riduzione dei prezzi al dettaglio, incentivi per i pendolari
Il Parlamento ha anche lavorato ad alcuni correttivi alla stretta che porterà un’ulteriore lievitazione delle tariffe per l’energia e dei prezzi dei carburanti. I costi per i certificati verranno pagati a monte dai trader di petrolio e gas ma poi scaricati sui consumatori. Del resto l’inquinamento da trasporti e riscaldamento rappresenta circa un terzo del totale delle emissioni in Germania e non è sceso in maniera significativa negli ultimi anni. Temendo gli effetti negativi di questa decisione, dunque, il Governo tedesco si è impegnato a usare una parte delle nuove entrate fiscali - stimate in origine a 3,6 miliardi di euro nel 2021 - per tagliare i costi al dettaglio dell’energia che negli ultimi anni sono aumentati a causa delle sovrattasse anti-inquinamento. Inoltre dal 2020 verrà tagliata l’Iva sui biglietti ferroviari e saranno introdotte detrazioni fiscali per i pendolari che dovranno affrontare prezzi del carburante più elevati in futuro.

La paura di un effetto «Gilet Gialli»
Il rischio politico che gli aumenti porteranno con sé è stato subito evidente ai partiti di Governo che per evitare un effetto Gilet Gialli, con la formazione di estrema destra Alternative für Deutschland pronta a cavalcare lo scontento, hanno voluto accompagnare con gli sconti la delicata fase in corso. La cosiddetta Energiewende, o transizione energetica, ha coperto di incentivi e sussidi, per esempio, quanti hanno scelto di installare pannelli fotovoltaici ma ha lasciato fuori dai benefici le famiglie non proprietarie che pagano un canone di locazione