Codice rosso per il pianeta

ghiaccio
Pubblicazione: 9 agosto 2021
Concentrazioni atmosferiche di CO2 giunte a un picco mai visto negli ultimi 2 milioni di anni, i principali gas serra (metano e biossido di azoto) ai valori più elevati degli ultimi 800'000 anni, per non parlare della temperatura della Terra che negli ultimi 50 anni è cresciuta a una velocità che non ha eguali negli ultimi 2'000 anni o ancora dell'aumento medio del livello del mare, salito con una rapidità mai vista negli ultimi 3'000 anni.

Sono solo alcune delle indicazioni contenute nella prima delle tre parti, diffusa lunedì, del sesto rapporto dell'Ipcc (il gruppo di scienziati esperti in cambiamento climatico), realizzato da 234 esperti provenienti da 66 paesi e approvato dai 195 governi dell'ONU.


Velocità inedita per ogni indicatore

Tutti i più importanti indicatori delle componenti del sistema climatico (atmosfera, oceani, ghiacci) stanno cambiando a una velocità mai osservata negli ultimi secoli e millenni, affermano gli scienziati ricordando che le emissioni antropiche hanno raggiunto nel 2019 concentrazioni di 410 parti per milione per la CO2 e 1'866 parti per miliardo per il metano.

La temperatura media globale del pianeta nel decennio 2011-2020 è stata di 1,09 gradi centigradi superiore a quella del periodo 1850-1900 con un riscaldamento più accentuato sulle terre emerse rispetto all'oceano. La parte preponderante del riscaldamento climatico è causata dalle emissioni di gas serra derivate dalle attività umane, ribadisce il "Working group I" che valuta le nuove conoscenze scientifiche emerse rispetto al rapporto precedente del 2014.

Nei prossimi decenni, dicono gli esperti, un aumento dei cambiamenti climatici è atteso in tutte le regioni. Per le città, alcuni aspetti dei cambiamenti climatici possono risultare amplificati. Tra questi, le ondate di calore, le inondazioni dovute a forti precipitazioni e l'aumento del livello del mare nelle città costiere.

Anche la Svizzera colpita

Fra gli esperti che hanno partecipato alla stesura del rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, ci sono anche cinque svizzeri. Parallelamente alla presentazione a livello mondiale che si è svolta a Ginevra, il testo è stato commentato anche a Berna dall'Accademia svizzera di scienze naturali.

C'è da aspettarsi che gli eventi meteorologici estremi, come quelli che si sono verificati recentemente in Svizzera e in Germania o che si stanno verificando nell'Europa meridionale, aumentino in futuro. Questi eventi diventeranno più frequenti e più intensi, si afferma nella prima parte del rapporto internazionale. Il territorio della Confederazione non sfuggirà a questa evoluzione ed è probabile che si verifichino più ondate di calore, forti precipitazioni e siccità. "Questi eventi aumenteranno in frequenza e intensità nell'ovest dell'Europa centrale e quindi anche in Svizzera, con l'aumento del riscaldamento globale", ha spiegato Sonia Seneviratne, professoressa al Politecnico di Zurigo.

Alcuni cambiamenti, come l'aumento del livello del mare o lo scioglimento delle calotte glaciali, sono già irreversibili per centinaia o migliaia di anni, ha aggiunto Gian-Kasper Plattner, dell'Istituto federale svizzero di ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio (WSL). Secondo i ricercatori, il ritiro dei ghiacciai infatti continuerà per decenni, anche se le temperature globali si stabilizzeranno.