Infrastrutture UE, critica Greenpeace: il gas non è escluso

greenpeace-1171452-scaled
Pubblicazione: 16 dicembre 2020
Greenpeace è fortemente critica con le nuove regole proposte dalla commissione UE per le infrastrutture transeuropee dell'energia (Ten-E), che come già visto (v. Staffetta 15/12) non escludono affatto in assoluto le reti gas. In una nota diffusa ieri all'indomani dell'ok di Bruxelles alla proposta, l'associazione afferma invece che essa "lascia inalterato il ruolo dominante dell'industria del gas e il denaro pubblico continua a fluire al gas sporco". "Il piano - scrive Greenpeace - conferma il ruolo dell'industria del gas nelle decisioni di finanziamento della Commissione, attraverso la Rete dei gestori dei sistemi di trasmissione del gas (Entso-G). Sebbene la proposta della Commissione escluda le sovvenzioni per progetti che sono esclusivamente gas fossile, lascia la porta aperta al finanziamento del gas attraverso reti "intelligenti" che potrebbero trasportare gas fossile e altri combustibili in futuro e infrastrutture per l'idrogeno ottenuto da combustibili fossili". Secondo Greenpeace l'organizzazione dei gestori europei di infrastrutture gas Entso-G "esercita una notevole influenza sull'elenco dei progetti di interesse comune (Pci) dell'UE che determina l'assegnazione dei finanziamenti dell'UE. In passato, circa tre quarti dei finanziamenti pubblici dell'UE per le infrastrutture del gas resi disponibili attraverso questo processo hanno beneficiato direttamente i membri dell'Entso-G". Greenpeace e la campagna Fossil Free Politics, conclude la nota, "chiedono la fine di questo tipo di conflitto di interessi e il trattamento preferenziale dell'industria dei combustibili fossili nella politica climatica ed energetica dell'UE".