Troppo gas nel Pniec: l’Italia nel 2030 sarà tra i Paesi Ue con più fossili nel mix elettrico

Troppo gas nel Pniec l’Italia nel 2030 sarà tra i Paesi Ue con più fossili nel mix elettrico
Pubblicazione: 11 novembre 2020
L’Italia continuerà a usare troppo gas per produrre energia elettrica, tanto da essere uno dei sette Paesi europei – gli altri sono: Belgio, Bulgaria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania – che stanno rallentando la transizione verso le fonti rinnovabili.

Questa la conclusione di Ember, think-tank basato a Londra specializzato negli studi sull’evoluzione del settore energetico, nell’ambito del suo rapporto Vision or division?, dove ha analizzato i Piani nazionali per l’energia e il clima (Pniec) dei diversi Stati membri Ue.

Che l’Italia sia in ritardo lo sappiamo da diversi documenti usciti in questi mesi.

In particolare, le nuove proiezioni dell’Energy & Strategy Group del Politecnico milanese mostrano che il mix elettrico italiano, nello scenario “tendenziale”, rischia di essere lontanissimo dal raggiungere gli obiettivi per le rinnovabili nel 2030.

Se non ci sarà una forte accelerata degli investimenti in nuovi impianti eolici e fotovoltaici, tra dieci anni mancheranno all’appello 27 GW di potenza installata nelle tecnologie pulite, rispetto al traguardo fissato dal Pniec che diventano 47 GW contando il maggiore impegno richiesto dal prossimo innalzamento degli obiettivi Ue su energia e clima (si punta a ridurre le emissioni di CO2 del 55-60% nel 2030 rispetto ai livelli del 1990, mentre l’obiettivo attuale è fermo a una riduzione del 40%).

Lo studio di Ember fornisce alcuni dati su cui riflettere, come evidenzia il grafico seguente, tratto dal documento sull’Italia.