"Serve il risparmio energetico, e subito"

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Pubblicazione: 13 maggio 2022
Ora più che mai il popolo svizzero deve entrare nell’ottica del risparmio energetico. L’eventualità di arrivare il prossimo inverno a dover contingentare i consumi è tutt’altro che remota. A dirlo è Daniel Büchel, vicedirettore dell’Ufficio federale dell’energia, che mercoledì sera a Infonotte ha messo sul tavolo le preoccupazioni che attanagliano il Consiglio federale, alle prese con le incertezze del mercato energetico e una possibile carenza di gas.

"La dipendenza della Svizzera dall'estero è relativamente importante, anche perché siamo collegati alle reti di distribuzione estere e la situazione attuale, caratterizzata da una grande incertezza, procura due problemi. Il primo riguarda i costi, che crescono e il secondo è il dilemma della disponibilità: ci si chiede se avremo sufficiente elettricità per il prossimo inverno, e questo problema riguarda anche il gas. Dobbiamo prepararci sin d'ora a quest'evenienza: non è escluso che la Confederazione possa arrivare a chiedere alla popolazione di ridurre i consumi, in particolare di gas.

Nel frattempo il Consiglio federale sta vagliando una serie di risposte. Ad esempio quella di fornire ad alcuni settori la possibilità di unire le forze per acquistare gas, in questo caso gas liquido via nave, che contribuirà a saziare la domanda. Ma è possibile che il prossimo inverno si dovranno razionare i consumi, uno scenario certamente migliore rispetto all'eventualità di trovarsi di fronte a interruzioni dell'energia che potrebbero compromettere diverse linee produttive industriali del Paese".

Diversi consumatori privati di gas, diverse economie domestiche, in queste settimane stanno seriamente pensando di sostituire gli impianti o abbinarli ad altri vettori, ad esempio le rinnovabili. Ma alla prova dei fatti, non sempre è facile: ad esempio i pannelli fotovoltaici in certi comuni, nei nuclei, non sono ben visti, sono considerati antiestetici nonostante gli impianti abbiano compiuto enormi passi avanti. Di fatto questa politica cozza contro la politica energetica energetica federale...

"Sicuramente esistono ancora alcuni ostacoli, ad esempio una lunga burocrazia fatta di formulari e rallentamenti. Ma dobbiamo anche dire che esistono tuttora carenze da parte delle aziende attive nel settore delle rinnovabili, molte delle quali hanno talmente tante richieste di sostituzione degli impianti o di montaggio di pannelli fotovoltaici da non riuscire affatto a garantire una risposta a tutti in tempi ristretti. In Svizzera si contano circa 300'000 impianti di riscaldamento a gas: è impossibile sostituirli in un anno. La Confederazione deve capire da dove iniziare, fissare delle priorità e una tabella di marcia. Di fronte a queste cifre, politicamente non si può nemmeno incentivare il passaggio più di tanto, perché se poi al mercato mancano le competenze gli sforzi sarebbero vani, sarebbero soldi spesi male. Di fronte a una simile crisi dobbiamo ragionare a lungo termine e qui il Consiglio federale lancia un appello alla popolazione: ognuno ragioni su cosa può fare subito e cosa in un secondo momento. L'unica via controproducente, sarebbe quella di non fare niente".

In Italia il presidente del Consiglio Mario Draghi, nelle scorse settimane, ha pronunciato la controversa frase: "Il popolo decida tra i condizionatori e la guerra"...

"È assolutamente corretto. Possiamo dire la stessa cosa in Svizzera. In Italia le autorità raccomandano non più di 19 gradi in inverno prossimo e quest'estate non sotto i 27 gradi raffreddare locali. È un chiaro segnale alla popolazione: serve il risparmio energetico, e subito."