Pfas: cosa sono, dove si trovano e perché sono pericolosi

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Pubblicazione: 11 marzo 2022

Pfas: cosa sono?

Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), o acidi perfluoroacrilici, sono una famiglia di composti chimici usati prevalentemente in campo industriale. Tecnicamente sono catene alchiliche idrofobiche fluorurate ovvero acidi usati in forma liquida con una struttura che li rende resistenti ai processi di degradazione.

Pfas: dove si trovano?

I Pfas sono sostanze chimiche di sintesi utilizzate principalmente per rendere resistenti ai grassi e all’acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti. E ancora per rivestire padelle antiaderenti e nella produzione di abbigliamento tecnico. Le classi più diffuse sono il PFOA (acido perfluoroottanoico) e il PFOS (perfluorottanosulfonato).

Pfas: perché sono pericolosi?

Se smaltiti illegalmente o non correttamente nell’ambiente, i Pfas penetrano nelle falde acquifere e, attraverso l’acqua, raggiungono i campi e i prodotti agricoli e dunque gli alimenti. Diventano così tossici non solo per l’uomo, ma anche per tutti gli organismi viventi. Se presenti nell’aria, lentamente ricadono sul suolo in un tempo stimato di giorni o settimane.

Pfas: come entriamo in contatto con queste sostanze?

Tra le possibili e diverse vie di assorbimento da parte dell’organismo umano, la via orale, tramite consumo di acqua potabile ed alimenti, è quella più significativa per la popolazione in generale.

Pfas: rischi per la salute umana

I Pfas tendono a rimanere a lungo nell’organismo anche per molti anni. Gli effetti sulla salute sono in esame, si ritiene che i Pfas intervengano sul sistema endocrino, compromettendo crescita e fertilità, e che siano sostanze cancerogene. Ancora, i ricercatori sostengono relazione di queste sostanze con l’insorgenza di tumori a reni e testicoli, lo sviluppo di malattie tiroidee, ipertensione gravidica e coliti ulcerose, si ipotizza inoltre relazione con le patologie fetali.